Analisi e riassunto dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

Ecco i riassunti della raccolta di opere: l’Orlando Furioso scritto da Ludovico Ariosto.

Orlando Furioso – Composizione ed Epoca

L’Orlando furioso è suddiviso in quarantasei canti composti di 4852 ottave, strofe di otto versi endecasillabi, il cui numero varia da un minimo di settantadue a un massimo di centonovantanove per canto, per 38 816 versi complessivi. Il poema ebbe una lunga gestazione infatti Ariosto lo incominciò intorno al 1504 e ne pubblicò una prima edizione in quaranta canti nel 1516. Successivamente sottopose l’opera a un attento lavoro di correzione e di pulitura linguistica, che portò all’edizione del 1521: in essa molte forme linguistiche di origine emiliana furono sostituite con altre derivate dal toscano letterario. L’ultima edizione del 1532 presenta un’ulteriore revisione linguistica e l’aggiunta di nuovi episodi che portano il poema a quarantasei canti. Dopo la morte di Ariosto, il figlio Virginio pubblicò nel 1545 i Cinque canti che il poeta aveva composto tra il 1518 e il 1519 e che non erano stati inseriti nella seconda edizione.

Orlando Furioso – I tre filoni tematici

Ariosto inizia la narrazione del Furioso dal punto in cui era interrotto Boiardo nell‘Orlando innamorato (ironicamente definisce il suo poema «gionta», cioè aggiunta, continuazione del precedente). Questo particolare, insieme alla riproposta del motivo encomiastico nei confronti degli Este, lega decisamente il poema alla corte rinascimentale di Ferrara. L’Orlando furioso presenta tre fili narrativi che si intrecciano fra loro:

  • la guerra tra cristiani e pagani (motivo epico);
  • amore folle di Orlando per Angelica (motivo amoroso);
  • l’amore di Ruggiero e Bradamante (motivo encomiastico-celebrativo della corte estense).

Accanto al tema delle armi, collegato al ciclo carolingio, c’è dunque il tema dell’amore, collegato al ciclo bretone-arturiano. A quest’ultimo rimandano altri elementi presenti nel poema, come l’avventura individuale, la magia, il meraviglioso, ma caricati di significati nuovi e adatti al gusto degli ascoltatori-lettori del tempo.

Orlando Furioso – La centralità del tema della follia:

Nel poema un posto centrale occupa la follia di Orlando. Lo preannuncia il titolo dell’opera, con l’aggettivo “furioso”, e lo conferma la collocazione stessa dell’episodio, che si trova proprio a metà del testo, al canto XXIII. Ariosto porta l’attenzione sul tema della follia laddove Boiardo si era concentrato su quello dell’amore congiunto al valore, proprio per affermare che il senno, cioè la ragione, è prerogativa essenziale dell’uomo. Egli attinge, in altre parole, ai materiali narrativi del romanzo cortese cavalleresco ma per riempirli degli ideali e delle passioni degli uomini del Rinascimento, della loro concezione della vita e della morte, dell’amore e della guerra, del destino e della virtù. E lo fa con la consapevolezza che questi valori non sono acquisiti una volta per tutte, ma vanno ribaditi e difesi. La ragione è un bene fragile, e la follia di Orlando, ma nel complesso l’intero poema, può aiutarci a riflettere sulle passioni che possono annullare nell’individuo la percezione dei limiti, allontanare dalla razionalità. Ecco allora che il Furioso può essere letto come un’allegoria dell’esistenza umana.

Orlando Furioso – Le fonti

Nel poema confluiscono i temi dei cicli medioevali filtrati dalle concezioni umanistico-rinascimentali.

  • XI secolo – Il filone carolingio
  • XII secolo – Il filone arturiano
  • XIV secolo – Andrea Da Barberino
  • XV secolo – Pulci e Boiardo

Orlando Furioso – Le novità del poema:

Nel Furioso l’ideale cavalleresco assume significati nuovi, propri della sensibilità rinascimentale e differenti dai temi espressi nel Medioevo:

  • l’amore non è più un valore cortese ma può diventare l’uomo causa di pazzia
  • il protagonista per delle molteplici avventure non è più un eroe ma un uomo con le sue qualità positive e negative.

Orlando Furioso – La quête illusoria e inappagata

Come avveniva nei romanzi di avventura del ciclo bretone-arturiano, la storia ruota intorno al meccanismo dell’inchiesta (quête), cioè della ricerca dell’oggetto del desiderio. Nell’opera di Ariosto la ricerca ha una struttura circolare, ritorna sempre su se stessa dopo un inseguimento inutile e frustrante, dopo guai di ogni genere per i protagonisti: cavalieri cristiani e saraceni si innamorano di Angelica, ma nessuno raggiunge l’oggetto del proprio amore anzi, la bella principessa nella fuga incontra il soldato Medoro, se ne innamora e lo sposa. Intanto, Orlando viene meno ai propri doveri di paladino e di difensore della fede cristiana: si allontana da Parigi assediata dai mori, alla ricerca di lei, e il suo desiderio d’amore degenera in pazzia.La quête degli eroi ariosteschi è in definitiva illusoria, è l’inseguimento di un sogno che, come dimostra la pazzia di Orlando, può condurre alla follia. L’intreccio delle vicende nella prima parte del poema trova il punto di massima di tensione narrativa proprio nella follia del paladino, mentre nella seconda parte prevale la ricerca intellettuale (Astolfo si reca sulla luna ritrovare il senno di Orlando).

Orlando Furioso – Lo spazio e il tempo

La ricerca si estende dalla Francia alla Spagna, all’Italia, all’Oriente, all’America, con inseguimenti e peripezie che non avvengono in luoghi geografici reali, bensì creati dalla fantasia (quando per esempio Astolfo si reca sulla Luna). Questo spazio sconfinato ha una sua dimensione tutta terrestre e orizzontale, ben lontana dall’opposizione “basso-alto” della Commedia.Se il percorso di Dante è ascensionale in linea retta, dal basso verso l’alto. Alla mano regolatrice della Provvidenza si sostituiscono il desiderio e la volontà degli uomini soggetti all’arbitrio della fortuna. Anche il tempo non appartiene alla sfera del reale e non è una dimensione cronologica lineare, ma ritorna costantemente indietro per riprendere il filo del discorso interrotto.

Orlando Furioso – Virtù e fortuna

Alla concezione laica dell’esistenza si unisce nell’opera il pessimismo, per le difficoltà che l’uomo incontra nel sottrarre la propria vita ai colpi della fortuna. L’incertezza del mondo, gli infiniti ostacoli, la felicità inafferrabile riflettono la percezione ariostesca dei valori rinascimentali e della grave crisi politica del suo tempo. Nell’opposizione tra virtù cavalleresche e caso spesso prevale quest’ultimo, che vanifica la volontà dell’uomo.

Orlando Furioso – L’entrelacement e la tecnica della sospensione del racconto

La complessità dell’intreccio conferisce al poema la suggestione di un racconto sempre in movimento. La tecnica dell’entrelacement (intreccio, groviglio) del Furioso è paragonabile a quella del romanzo a puntate contemporaneo producendo un universo immaginario sterminato ma coerente.Se l’intreccio è nel segno dell’iperbolico e del fantastico, razionale è il modo in cui fatti e personaggi sono legati insieme. Le vicende non sono accostate casualmente ma secondo una tecnica basata sulla sospensione del racconto. Lo scopo era di tener desta l’attenzione del pubblico che, dinanzi all’interruzione di una situazione, restava in attesa di conoscerne lo sviluppo.  Lo stesso narratore, inoltre, a conclusione di ogni canto si rivolge al lettore, interrompendo la storia nel momento di maggiore tensione: per esempio, alla fine del XXIIl, l narratore interrompe il racconto della pazzia di Orlando per riprenderla dopo una digressione sulla follia d’amore.

Orlando Furioso – L’ironia

Il narratore onnisciente conosce ogni cosa della vicenda, dall’alto i personaggi,collega i vari episodi, ne spiega il significato. Ariosto si serve dell’ironia per indagare il mondo e per riflettere sul comportamento degli uomini in modo saggio e disincantato. Il poema è ricco di magici incantesimi la fantasia rimane distinta dalla realtà dell’esistenza, e nella costruzione fantastica, mossa dal piacere dinarrare avventure meravigliose, si inseriscono le riflessioni del narratoresull’esistenza umana, sulle aspirazioni e sugli errori dei protagonisti. Crollate le illusioni, permane tuttavia lo spirito rinascimentale di fondo, il sguardo disincantato sulle vicende umane.

Infine…

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