Riassunto e analisi: La quiete dopo la tempesta di Giacomo Leopardi

La quiete dopo la tempesta è stata scritta nel 1829 ed appartiene alla fase dei Canti pisano-recanatesi e rientra nella riflessione di Leopardi sulla teoria del piacere. Vediamo insieme il riassunto e l’analisi del componimento:

La quiete dopo la tempesta – Riassunto

Il testo, La quiete dopo la tempesta può essere suddiviso in due parti:

  • PRIMA PARTE (vv.1-24, descrizione): La prima presenta il quadro, la scenografia dai toni idillici (uno scorcio di campagna che ritorna alla vita e al “sereno”, v. 4, dopo l’imperversare di un temporale) che è trasparente metafora di un’età gioiosa della vita, o della felicità di chi, come “l’artigiano” del v. 11, può dedicarsi alle proprie attività incurante dell’angoscia di esistere, o del fuggire delle illusioni.
  • SECONDA PARTE (vv.25-54, riflessione): la seconda strofe, che si apre su un verso costituito da una singola frase di constatazione della felicità altrui, ha da subito un ritmo più lento, che si adatta alla pausa interrogativa della voce poetica e corrisponde al passaggio tra osservazione e riflessione. Le domande retoriche, scandite dalla figura retorica del parallelismo, (“Piacer figlio d’affanno”, v. 32) sintetizza pienamente la visione del mondo del poeta, mentre gli ultimi versi presentano una visione naturale catastrofica, nettamente all’opposto rispetto a quella pacifica e felice di apertura. Dopo il paesaggio agreste e la riflessione sull’”affanno” dell’uomo, la strofa chiude il ragionamento leopardiano in chiave cupa e sarcastica: la Natura non è affatto benigna (“cortese”, v. 42) nei confronti dell’uomo. E la nota finale, contro la supposizione che l’umanità sia “cara agli eterni” (v. 51), apre già la strada.

La quiete dopo la tempesta – Analisi

Anche in questo componimento possiamo riconoscere gli elementi naturalistici caratteristici di questi componimenti nel componimento sono presenti numerosi elementi visivi e sonori che rimandano all’ambiente della campagna, quello dei piccoli borghi ed in generale gli elementi naturalistici come i colori, il sereno, il colore dei fiori (rose, viole), ombre, rumore dei ragazzi, il picchiare del falegname, fascio dell’erba, la sera, la notte e la luna (importante interlocutore per Leopardi con la quale confessa il suo stato d’animo).

Infine…

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