Francesco Petrarca – Canzoniere: struttura e analisi

Canzoniere – Il nome e la struttura

Il Canzoniere la raccolta di liriche in volgare del Canzoniere è chiamata in questo modo dal XVI secolo: Petrarca aveva scelto il titolo latino di Rerum vulgarium fragmenta (Frammenti di cose in volgare) da cui proviene l’espressione Rime sparse del primo verso del sonetto introduttivo.                       Comprende 366 liriche scritte da Petrarca dagli anni della giovinezza sino alla fine della sua vita, ed è frutto di progressive aggiunte, ripetute selezioni e revisioni. La versione definitiva racconta la storia dell’amore per Laura, che il poeta dice di avere incontrato la prima volta ad Avignone e continua dopo la morte della donna, che sarebbe avvenuta esattamente ventuno anni più tardi.

Canzoniere – Le caratteristiche

Vissuto nell’ultima parte del Medioevo, Petrarca ha molte caratteristiche dell’età successiva, l’Umanesimo. È ancora medioevale la sua concezione cristiana della vita terrena e dell’aldilà, sono invece umanistici la sua inquietudine e sensibilità, il senso angoscioso di caducità delle cose terrene, cui contrappone il desiderio d’amore e quello di gloria, vissuti come un peccato. Nel Canzoniere confluisce tutto il repertorio tematico e formale della tradizione poetica cortese stilnovista ma esso presenta anche caratteri del tutto nuovi, che testimoniano i tormenti del poeta e una nuova percezione della realtà. Protagonista del Canzoniere è l‘animo tormentato del poeta che considera l’amore per Laura ora parte del suo itinerario di perfezionamento spirituale, ora un impedimento. La memoria e il ricordo di Laura, la ricerca della solitudine, il motivo del sogno e della visione suggeriti dalla sua morte, il tema della preghiera e del pentimento accompagnano il poeta lungo l’intero percorso umano e letterario del Canzoniere. La sofferta ricerca di un punto di equilibrio e l’irrisolta tensione che ne risulta sono la chiave più appropriata per interpretare la poesia di Petrarca.

Canzoniere – Il pubblico

Il rapporto che Petrarca ricerca con i lettori è innovativo. Il sonetto si apre con il vocativo Voi: il poeta si rivolge in modo esplicito a un pubblico che lo ascolta. Un’ulteriore novità rispetto alla tradizione lirica è rappresentato dal destinatario delle liriche, che non è composto da addetti ma da un pubblico universale. Si rivolge ad un pubblico privo di caratterizzazioni sociali o culturali o ideologiche: non è una cerchia aristocratica ne un pubblico borghese.

Canzoniere – I Temi

Il tema centrale del Canzoniere è quello dell’amore irrealizzato per Laura. Molti critici identificano Laura con la sposa del marchese Ugo de Sade, Laura di Noves, morta di peste nel 1348. Altri lo reputano un finzione letteraria e vedono nel nome Laura un senhal uno pseudonimo che allude a una qualità dell’amata. A differenza della donna-dea di Cavalcanti, o della Beatrice dantesca, immersa in una dimensione eterna, Laura è soggetta allo scorrere del tempo che ne offusca la bellezza.

Canzoniere – Le paure

Petrarca oscilla tra sentimento religioso e passione sensuale, fra la tentazione di cedere alle illusioni e alle vane speranze e il sentimento di vuoto e di infelicità per la lontananza della donna. La presenza e bellezza fisica dell’amata turbano il poeta, che teme di cadere nel peccato. Il poeta ricerca luoghi solitari che pachino la sua passione, altre volte, li fugge per la paura di restare solo con la propria angoscia.

Canzoniere – Il senhal

Un particolare rilievo assumono gli aspetti legati al nome della donna amata. In primo luogo, Laura richiama il vento, l’aura che soffia in occasione del primo incontro e scompiglia i biondi capelli della donna. Un altro elemento significativo è il legame tra Laura e lauro, che si presta a una triplice interpretazione. L’alloro è il simbolo: dell’irraggiungibilità di Laura, come Dafne inseguita da Apollo, che si trasforma in alloro; dell’eternità sempreverde dell’amore; della poesia e della gloria letteraria.

Infine…

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